Berlusconi's burlesque, così titola questo commento dell'Economist sul presidente del consiglio e sul suo modo di governare il Paese.
inutile dire che l'imbarazzo che provo leggendo l'analisi imparziale di un giornalista straniero è grande.
per molti motivi.
cito tradotto:
" Cosa fai se sei fregato, non avendo rispettato le regole? nel caso di Silvio Berlusconi, cambi le regole. il 5 Marzo il suo governo ha decretato che i candidati possono presentarsi..."
e poi
"...Il decreto degno di una farsa, un altro esempio del disprezzo di Berlusconi per lo Stato di diritto, insieme con un nuovo disegno di legge per consentire ai ministri di ritardare i processi penali nei loro confronti...."
salviamo quanto rimane del paese alle prossime elezioni.
mah..
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qui il link per il commento dal sito dell'Economist on line (eng)
domenica 14 marzo 2010
venerdì 12 marzo 2010
da "La Palestra " del blog di Daniele Luttazzi
qui di seguito alcune delle battute dal blog di Daniele Luttazzi
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Berlusconi: ”L’esclusione della nostra lista è frutto di un disegno ben pensato”. Pensavo fosse solo coglionaggine.
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Greg Akcelrod, sconosciuto calciatore francese, si è costruito un sito web grazie al quale, millantando grandi capacità e mentendo sulla sua carriera, è riuscito a farsi ingaggiare dal CSKA Sofia. Dopo due giorni però è stato scoperto e mandato a casa. Succede, quando non si hanno cinque televisioni che ti reggono il gioco.
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Lapo Elkann ha fatto in modo che i Raptors perdessero, impedendo al playmaker di Toronto di recuperare la palla che stava uscendo. E fortuna che non hanno scoperto l'arbitro chiuso nello spogliatoio
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Manchester United-Milan 4 a 0. il Milan è fuori dalla Champions League. Già pronto il decreto salva Milan per far qualificare la squadra ai quarti di finale.
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Emilio Fede:"Vorrei con me Santoro e Travaglio." Purtroppo sono giornalisti.
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1.Berlusconi: "Cavalcare l'ottimismo per uscire dalla crisi."
2.Berlusconi: "Mentire all'impazzata per fingere una risalita che non c'è."
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qui il link per il blog di Daniele Luttazzi on line
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Berlusconi: ”L’esclusione della nostra lista è frutto di un disegno ben pensato”. Pensavo fosse solo coglionaggine.
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Greg Akcelrod, sconosciuto calciatore francese, si è costruito un sito web grazie al quale, millantando grandi capacità e mentendo sulla sua carriera, è riuscito a farsi ingaggiare dal CSKA Sofia. Dopo due giorni però è stato scoperto e mandato a casa. Succede, quando non si hanno cinque televisioni che ti reggono il gioco.
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Lapo Elkann ha fatto in modo che i Raptors perdessero, impedendo al playmaker di Toronto di recuperare la palla che stava uscendo. E fortuna che non hanno scoperto l'arbitro chiuso nello spogliatoio
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Manchester United-Milan 4 a 0. il Milan è fuori dalla Champions League. Già pronto il decreto salva Milan per far qualificare la squadra ai quarti di finale.
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Emilio Fede:"Vorrei con me Santoro e Travaglio." Purtroppo sono giornalisti.
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1.Berlusconi: "Cavalcare l'ottimismo per uscire dalla crisi."
2.Berlusconi: "Mentire all'impazzata per fingere una risalita che non c'è."
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qui il link per il blog di Daniele Luttazzi on line
mercoledì 10 marzo 2010
da "La Palestra " del blog di Daniele Luttazzi
Terremoto di 5,9 gradi Richter fa 57 morti in Turchia. Migliaia le persone riversatesi nelle strade, svegliate di soprassalto dalle risate
per non dimenticare..
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qui il link per il blog di Daniele Luttazzi on line
per non dimenticare..
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qui il link per il blog di Daniele Luttazzi on line
la striscia rossa dell'Unità
La strategia di Berlusconi sembra aver perso qualsiasi altro orizzonte che non sia quello di garantire la propria immunità, spostando periodicamente l’attenzione verso problemi spesso artificiosi. Nel frattempo l’Italia continua ad avvicinarsi al baratro. El Pais
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qui il link per la versione web della Striscia Rossa de l'Unità on line
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qui il link per la versione web della Striscia Rossa de l'Unità on line
domenica 7 marzo 2010
regole? si, ma per gli altri!
commentare la situazione in cui siamo a livello istituzionale è molto difficile.
sempre di più si sta delineando un modo di governare che fatica a rispettare le regole fondamentali con il pericolosissimo rischio di deviazioni dal corso democratico di un paese che stenta a reagire all'impasse.
Andare contro la Costituzione (art 72) con il bene-placido di questo presidente della repubblica ha di fatto detto che le regole valgono solo per noi.
I padri costituenti hanno scritto le regole nella Costituzione e le hanno considerate tanto fondamentali da aver previsto che non possano essere cambiate con maggioranze semplici proprio per evitare quanto siamo costretti a registrare in questi giorni.
Invece adesso scopriamo che si vorrebbe cambiare la Costituzione addirittura con un decreto interpretativo.
mah..
qui di seguito riporto parte del commento della direttrice de l'Unità sulla faccenda.
la versione integrale del commento la trovate nel link in fondo al post
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Umiliati gli onesti
Il partito del fare e del malaffare, del fare un po' come gli pare - dell'abuso e del condono, del sopruso e del perdono, della cricca che sono - ha digrignato i denti e sfoderato braccia tese, ha minacciato mostrando la bava, «non ci fermeremo davanti a niente», poi ha fatto la voce sottile e il pianto da vittima quando del danno era artefice. Ha infine preteso, battendo i pugni, di cambiare le regole in corsa. Prima della Costituzione (articolo 72, nessun decreto in materia elettorale) ha infranto, gettandolo a terra tra risa di disprezzo, quel che resta del senso dello Stato...
continua...
qui continua il commento di Concita su l'Unità on line
sempre di più si sta delineando un modo di governare che fatica a rispettare le regole fondamentali con il pericolosissimo rischio di deviazioni dal corso democratico di un paese che stenta a reagire all'impasse.
Andare contro la Costituzione (art 72) con il bene-placido di questo presidente della repubblica ha di fatto detto che le regole valgono solo per noi.
I padri costituenti hanno scritto le regole nella Costituzione e le hanno considerate tanto fondamentali da aver previsto che non possano essere cambiate con maggioranze semplici proprio per evitare quanto siamo costretti a registrare in questi giorni.
Invece adesso scopriamo che si vorrebbe cambiare la Costituzione addirittura con un decreto interpretativo.
mah..
qui di seguito riporto parte del commento della direttrice de l'Unità sulla faccenda.
la versione integrale del commento la trovate nel link in fondo al post
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Umiliati gli onesti
Il partito del fare e del malaffare, del fare un po' come gli pare - dell'abuso e del condono, del sopruso e del perdono, della cricca che sono - ha digrignato i denti e sfoderato braccia tese, ha minacciato mostrando la bava, «non ci fermeremo davanti a niente», poi ha fatto la voce sottile e il pianto da vittima quando del danno era artefice. Ha infine preteso, battendo i pugni, di cambiare le regole in corsa. Prima della Costituzione (articolo 72, nessun decreto in materia elettorale) ha infranto, gettandolo a terra tra risa di disprezzo, quel che resta del senso dello Stato...
continua...
qui continua il commento di Concita su l'Unità on line
lunedì 1 marzo 2010
Formigoni a rischio elezioni

e dopo lo show di Roma, Milano ;D;D;D
dal sito de l'Unità on line
aggiornamento:
nessun rischio elezioni. Papi lo ha rimesso in corsa piegando le regole.
ah.. tra l'altro.. ma non ce n'era un'altra di regola che diceva che una carica non può essere ricoperta per più di 2 mandati?
e il sig Formigoni a che numero è di mandato?
domenica 28 febbraio 2010
"Ogni paese la sua usanza" di Moni Ovadia
tristemente realistico il commento sulla situazione italiana che Moni Ovadia paragona a quella americana.
ho visto anche io le immagini del presidente della Toyota che rispondeva alle domande dei parlamentari del Congresso USA e non posso che concordare con le sue parole.
con un evidente imbarazzo.
povera Italia
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qui il link per il commento di Moni Ovadia da l'Unità on line
ho visto anche io le immagini del presidente della Toyota che rispondeva alle domande dei parlamentari del Congresso USA e non posso che concordare con le sue parole.
con un evidente imbarazzo.
povera Italia
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qui il link per il commento di Moni Ovadia da l'Unità on line
giovedì 25 febbraio 2010
Appello "Per la libertà del pensiero economico"
ho appena trovato questo sito di economia.
www.sbilanciamoci.info.
navigando nel sito, a cui collaborano professori universitari (anche della nostra università), economisti esperti del settore, studenti e chi si interessa alla questione, ho scoperto un'idea etica dell'economia che mi interessa e sono d'accordo con la richiesta di un'economia attenta alla sostenibilità dello sviluppo, che già esiste concettualmente e che dovrà essere utilizzata perché quella che ha governato i sistemi economici finora e che basa tutto sul mercato non ha funzionato.
Negli ultimi anni abbiamo dovuto riscontrare che il mercato non può essere lasciato solo perché gli speculatori non si fermano davanti a nulla per il vantaggio di pochi.
Mentre il concetto di sviluppo nella civiltà deve intendere una crescita collettiva, integrazione, interazione, sostenibilità.
Non frammentazione di interessi piegati alla finanza.
la logica del consumo non ha futuro se vogliamo avere un futuro.
senza per forza essere degli economisti e quindi senza bisogno di aver delle conoscenze specifiche nel campo, potete rendervi conto da soli leggendo questo appello che ho trovato "linkato" nel sito e che mi sembra raccolga molte delle tematiche che sono nel sito.
in fondo ho inserito anche il link per firmare la petizione legata all'appello dell'economista Sylos Labini
ad maiora
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03/02/2010
sbilanciamoci.info aderisce al "manifesto per la libertà del pensiero economico", lanciato dall'Associazione Paolo Sylos Labini.
Ecco il testo dell'appello
1. La teoria dominante è in crisi
Oggi dopo anni di atrofizzazione si affaccia un nuovo sentire al quale la scienza economica deve saper dare una risposta. La crisi globale in atto segna un punto di svolta epocale. Come in tanti hanno rilevato, oggi entrano in crisi le teorie economiche dominanti e il fondamentalismo liberista che da esse traeva legittimazione e vigore. Queste teorie non avevano colto la fragilità del regime di accumulazione neoliberista. Esse hanno anzi partecipato alla edificazione di quel regime, favorendo la finanziarizzazione dell’economia, la liberalizzazione dei mercati finanziari, il deterioramento delle tutele e delle condizioni di lavoro, un drastico peggioramento nella distribuzione dei redditi e l’aggravarsi dei problemi di domanda. In tal modo esse hanno contribuito a determinare le condizioni della crisi. E’ necessario ricondurre l’economia ai fondamenti etici che avevano ispirato il pensiero dei classici.
2. E’ urgente riaprire il dibattito economico
E’ urgente riaprire il dibattito sulle fondamenta delle diverse impostazioni teoriche presenti nel campo economico. Occorre respingere l’idea – una giustificazione di comodo per tanti economisti e commentatori economici mainstream – che esista una sola verità nella scienza economica. Occorre dare spazio alle teorie alternative – keynesiana, classica, istituzionalista, evolutiva, storico-critica nella ricchezza delle loro varianti – nell’insegnamento e nella ricerca. Occorre adeguare ai tempi i nostri strumenti, assumendo l’analisi di genere nei nostri studi. E’ necessario dare “diritto di tribuna” ad ogni nuova idea economica nel segno della libertà e del libero confronto. Le concentrazioni di potere (nelle università, nei centri di ricerca nazionali e internazionali, nelle istituzioni economiche nazionali e internazionali, nei media), come quelle che hanno favorito nella fase più recente l’accettazione acritica del fondamentalismo liberista, debbono essere combattute.
3. Un’economia al servizio delle persone
La scienza economica dev’essere intesa in modo ampio, senza definizioni unilaterali e con piena apertura all’interscambio con le altre scienze sociali. L’obiettivo della ricerca dovrebbe consistere nella comprensione della realtà sociale che ci circonda, come premessa per scelte politiche dirette a migliorare la condizione di vita delle persone e il bene comune.
4. Un metodo non più fine a se stesso
A questo fine va indirizzato l’utilizzo delle tecniche disponibili, dall’analisi storiografica a quella econometrica, dall’analisi delle istituzioni alla costruzione di modelli matematici, senza preclusione verso alcuna tecnica ma allo stesso tempo senza che la raffinatezza tecnica dell’analisi divenga un obiettivo autoreferenziale, fonte di conformismo e di appiattimento nella formazione delle giovani leve di economisti. Per questo, va favorito un confronto critico tra impostazioni e analisi diverse.
5. Una nuova agenda
Suggeriamo cinque temi – su cui promuovere studi e iniziative – che ci sembrano di particolare rilievo nella fase attuale:
a. Mercato, stato e società. Dopo decenni in cui il mercato e la sua presunta “mano invisibile” hanno invaso gli spazi dell’azione pubblica e delle relazioni sociali, è necessario pensare nuove forme di integrazione tra mercato, stato e società, con attenzione per i temi della democrazia, della giustizia, dell’etica, in un quadro di sostenibilità ambientale dello sviluppo;
b. Una globalizzazione dal volto umano. Dopo una mondializzazione dei mercati trainata dalla finanza e priva di regole, è necessario pensare a un’integrazione internazionale tra i popoli che sia democraticamente governata, che alimenti i flussi di conoscenze e di persone accanto a quelli di merci, e che promuova la cooperazione sociale anziché la feroce competizione globale.
c. Un nuovo umanesimo del lavoro. E’ necessario ripensare il ruolo del lavoro nelle società moderne, come fonte di reddito dignitoso per tutti, di conoscenze, di relazioni sociali e come strumento di formazione ed emancipazione civile dei cittadini.
d. La riduzione delle disuguaglianze. Le differenze di reddito e di potere, tra paesi e – al loro interno – tra gruppi sociali e persone sono cresciute in modo inaccettabile ed è necessario quindi pensare ad un modello di organizzazione delle relazioni che punti realmente a ridurre le disuguaglianze sociali, territoriali, tra uomini e donne e tra le singole persone. Questo è necessario anche per individuare una credibile via d’uscita dalla crisi, che richiede un rilancio dei consumi individuali e collettivi e degli investimenti pubblici, e l’emergere di una nuova domanda da parte di paesi e gruppi che in passato erano rimasti al margine dello sviluppo e del benessere sociale.
Senza tali cambiamenti il rischio concreto è che si punti a ripristinare il regime di accumulazione neoliberista fondato sulla speculazione finanziaria, e che si alimentino per questa via crisi ulteriori ed ancora più gravi dell’attuale.
e. Uno sviluppo più equilibrato. Va favorita la transizione da una crescita quantitativa senza limiti verso uno sviluppo più equilibrato basato sulla qualità. Occorre impegnarsi per costruire degli indici alternativi al prodotto interno lordo che è inservibile e fuorviante dal momento che non riesce a rappresentare diverse attività economiche, i costi ambientali e il reale benessere della popolazione.
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qui il link per il sito sbilanciamoci.info
qui il link per firmare la petizione per l'appello per la libertà del pensiero economico dal sito di Paolo Sylos Labini
www.sbilanciamoci.info.
navigando nel sito, a cui collaborano professori universitari (anche della nostra università), economisti esperti del settore, studenti e chi si interessa alla questione, ho scoperto un'idea etica dell'economia che mi interessa e sono d'accordo con la richiesta di un'economia attenta alla sostenibilità dello sviluppo, che già esiste concettualmente e che dovrà essere utilizzata perché quella che ha governato i sistemi economici finora e che basa tutto sul mercato non ha funzionato.
Negli ultimi anni abbiamo dovuto riscontrare che il mercato non può essere lasciato solo perché gli speculatori non si fermano davanti a nulla per il vantaggio di pochi.
Mentre il concetto di sviluppo nella civiltà deve intendere una crescita collettiva, integrazione, interazione, sostenibilità.
Non frammentazione di interessi piegati alla finanza.
la logica del consumo non ha futuro se vogliamo avere un futuro.
senza per forza essere degli economisti e quindi senza bisogno di aver delle conoscenze specifiche nel campo, potete rendervi conto da soli leggendo questo appello che ho trovato "linkato" nel sito e che mi sembra raccolga molte delle tematiche che sono nel sito.
in fondo ho inserito anche il link per firmare la petizione legata all'appello dell'economista Sylos Labini
ad maiora
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03/02/2010
sbilanciamoci.info aderisce al "manifesto per la libertà del pensiero economico", lanciato dall'Associazione Paolo Sylos Labini.
Ecco il testo dell'appello
1. La teoria dominante è in crisi
Oggi dopo anni di atrofizzazione si affaccia un nuovo sentire al quale la scienza economica deve saper dare una risposta. La crisi globale in atto segna un punto di svolta epocale. Come in tanti hanno rilevato, oggi entrano in crisi le teorie economiche dominanti e il fondamentalismo liberista che da esse traeva legittimazione e vigore. Queste teorie non avevano colto la fragilità del regime di accumulazione neoliberista. Esse hanno anzi partecipato alla edificazione di quel regime, favorendo la finanziarizzazione dell’economia, la liberalizzazione dei mercati finanziari, il deterioramento delle tutele e delle condizioni di lavoro, un drastico peggioramento nella distribuzione dei redditi e l’aggravarsi dei problemi di domanda. In tal modo esse hanno contribuito a determinare le condizioni della crisi. E’ necessario ricondurre l’economia ai fondamenti etici che avevano ispirato il pensiero dei classici.
2. E’ urgente riaprire il dibattito economico
E’ urgente riaprire il dibattito sulle fondamenta delle diverse impostazioni teoriche presenti nel campo economico. Occorre respingere l’idea – una giustificazione di comodo per tanti economisti e commentatori economici mainstream – che esista una sola verità nella scienza economica. Occorre dare spazio alle teorie alternative – keynesiana, classica, istituzionalista, evolutiva, storico-critica nella ricchezza delle loro varianti – nell’insegnamento e nella ricerca. Occorre adeguare ai tempi i nostri strumenti, assumendo l’analisi di genere nei nostri studi. E’ necessario dare “diritto di tribuna” ad ogni nuova idea economica nel segno della libertà e del libero confronto. Le concentrazioni di potere (nelle università, nei centri di ricerca nazionali e internazionali, nelle istituzioni economiche nazionali e internazionali, nei media), come quelle che hanno favorito nella fase più recente l’accettazione acritica del fondamentalismo liberista, debbono essere combattute.
3. Un’economia al servizio delle persone
La scienza economica dev’essere intesa in modo ampio, senza definizioni unilaterali e con piena apertura all’interscambio con le altre scienze sociali. L’obiettivo della ricerca dovrebbe consistere nella comprensione della realtà sociale che ci circonda, come premessa per scelte politiche dirette a migliorare la condizione di vita delle persone e il bene comune.
4. Un metodo non più fine a se stesso
A questo fine va indirizzato l’utilizzo delle tecniche disponibili, dall’analisi storiografica a quella econometrica, dall’analisi delle istituzioni alla costruzione di modelli matematici, senza preclusione verso alcuna tecnica ma allo stesso tempo senza che la raffinatezza tecnica dell’analisi divenga un obiettivo autoreferenziale, fonte di conformismo e di appiattimento nella formazione delle giovani leve di economisti. Per questo, va favorito un confronto critico tra impostazioni e analisi diverse.
5. Una nuova agenda
Suggeriamo cinque temi – su cui promuovere studi e iniziative – che ci sembrano di particolare rilievo nella fase attuale:
a. Mercato, stato e società. Dopo decenni in cui il mercato e la sua presunta “mano invisibile” hanno invaso gli spazi dell’azione pubblica e delle relazioni sociali, è necessario pensare nuove forme di integrazione tra mercato, stato e società, con attenzione per i temi della democrazia, della giustizia, dell’etica, in un quadro di sostenibilità ambientale dello sviluppo;
b. Una globalizzazione dal volto umano. Dopo una mondializzazione dei mercati trainata dalla finanza e priva di regole, è necessario pensare a un’integrazione internazionale tra i popoli che sia democraticamente governata, che alimenti i flussi di conoscenze e di persone accanto a quelli di merci, e che promuova la cooperazione sociale anziché la feroce competizione globale.
c. Un nuovo umanesimo del lavoro. E’ necessario ripensare il ruolo del lavoro nelle società moderne, come fonte di reddito dignitoso per tutti, di conoscenze, di relazioni sociali e come strumento di formazione ed emancipazione civile dei cittadini.
d. La riduzione delle disuguaglianze. Le differenze di reddito e di potere, tra paesi e – al loro interno – tra gruppi sociali e persone sono cresciute in modo inaccettabile ed è necessario quindi pensare ad un modello di organizzazione delle relazioni che punti realmente a ridurre le disuguaglianze sociali, territoriali, tra uomini e donne e tra le singole persone. Questo è necessario anche per individuare una credibile via d’uscita dalla crisi, che richiede un rilancio dei consumi individuali e collettivi e degli investimenti pubblici, e l’emergere di una nuova domanda da parte di paesi e gruppi che in passato erano rimasti al margine dello sviluppo e del benessere sociale.
Senza tali cambiamenti il rischio concreto è che si punti a ripristinare il regime di accumulazione neoliberista fondato sulla speculazione finanziaria, e che si alimentino per questa via crisi ulteriori ed ancora più gravi dell’attuale.
e. Uno sviluppo più equilibrato. Va favorita la transizione da una crescita quantitativa senza limiti verso uno sviluppo più equilibrato basato sulla qualità. Occorre impegnarsi per costruire degli indici alternativi al prodotto interno lordo che è inservibile e fuorviante dal momento che non riesce a rappresentare diverse attività economiche, i costi ambientali e il reale benessere della popolazione.
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qui il link per il sito sbilanciamoci.info
qui il link per firmare la petizione per l'appello per la libertà del pensiero economico dal sito di Paolo Sylos Labini
da "la Palestra" di Daniele Luttazzi
riporto alcune delle battute postate dagli utenti sul blog di Daniele Luttazzi
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Napolitano: «Pertini grande esempio di integrità morale». Chissà cosa avrebbe fatto se gli avessero portato il Lodo Alfano.
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Pilates:
1. Berlusconi: "Noi siamo un governo che valorizza le cose positive, loro propagandano anche all'estero le cose negative del nostro Paese"
2. Berlusconi: "Noi siamo un governo che nasconde le cose negative, purtroppo all'estero non abbiamo il controllo della stampa."
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Un fiume di petrolio finisce nel Lambro, diluendolo.
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Berlusconi: "In lista nessun corrotto.” Poi c’è stato il ripescaggio.
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Parallele:
1. Posto sicuro alla Minetti, l’igienista dentale voluta dal premier.
2. Berlusconi compra il letto di Napoleone e lo fa allargare.
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In Italia l’allarme frane è talmente esteso che potrebbero non essere sufficienti i centri massaggio.
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qui il link per il blog di Daniele Luttazzi on line
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Napolitano: «Pertini grande esempio di integrità morale». Chissà cosa avrebbe fatto se gli avessero portato il Lodo Alfano.
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Pilates:
1. Berlusconi: "Noi siamo un governo che valorizza le cose positive, loro propagandano anche all'estero le cose negative del nostro Paese"
2. Berlusconi: "Noi siamo un governo che nasconde le cose negative, purtroppo all'estero non abbiamo il controllo della stampa."
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Un fiume di petrolio finisce nel Lambro, diluendolo.
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Berlusconi: "In lista nessun corrotto.” Poi c’è stato il ripescaggio.
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Parallele:
1. Posto sicuro alla Minetti, l’igienista dentale voluta dal premier.
2. Berlusconi compra il letto di Napoleone e lo fa allargare.
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In Italia l’allarme frane è talmente esteso che potrebbero non essere sufficienti i centri massaggio.
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qui il link per il blog di Daniele Luttazzi on line
mercoledì 24 febbraio 2010
e lo sputtanamento...
ricordo ancora invettive lanciate da un palco - uno qualunque di quelli che il padrone del vapore pensa acquisiti di diritto, con strafottenza, come se tutti gli italiani fossero suoi dipendenti e tutto gli appartenesse - nelle quali il capo dell'esecutivo si lamentava dello sputtanamento che l'Italia sta subendo negli ultimi anni all'estero.
senza rendersi conto (??) che sono proprio lui e i suoi scagnozzi quelli che "lavorano per la causa sputtanamento".
se voleste una conferma potete cliccare sul link in fondo al post che porta ad una rassegna di pagine di giornali esteri che riportano, tra l'altro, la candidatura di un'igienista ex ballerina per le Regionali nelle liste del PDL e altre vicende italiche.
Comunque gli stranieri sono gli unici che si stupiscono di quanto succede nel Bel Paese.
Sui nostri giornali la notizia dell'ennesima escort in lista è passata in mezzo alle tante altre sulla corruzione dilagante, sulle imbarazzanti dichiarazioni - sempre fatte dal capo dell'esecutivo - in merito alla eleggibilità dei candidati alle prossime elezioni solo se senza carichi pendenti con la Giustizia - in un partito già farcito di condannati in ultimo grado ecc...
Bisogna ammettere che comunque poco riesce ormai a stupire una popolazione che pare sempre più fatalista, profondamente disinteressata per l'inverosimile situazione politica e che non sembra rendersi conto del danno che ciò comporta per le Istituzioni e lo Stato..
mah..
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qui il link per la gallery da La Stampa on line
senza rendersi conto (??) che sono proprio lui e i suoi scagnozzi quelli che "lavorano per la causa sputtanamento".
se voleste una conferma potete cliccare sul link in fondo al post che porta ad una rassegna di pagine di giornali esteri che riportano, tra l'altro, la candidatura di un'igienista ex ballerina per le Regionali nelle liste del PDL e altre vicende italiche.
Comunque gli stranieri sono gli unici che si stupiscono di quanto succede nel Bel Paese.
Sui nostri giornali la notizia dell'ennesima escort in lista è passata in mezzo alle tante altre sulla corruzione dilagante, sulle imbarazzanti dichiarazioni - sempre fatte dal capo dell'esecutivo - in merito alla eleggibilità dei candidati alle prossime elezioni solo se senza carichi pendenti con la Giustizia - in un partito già farcito di condannati in ultimo grado ecc...
Bisogna ammettere che comunque poco riesce ormai a stupire una popolazione che pare sempre più fatalista, profondamente disinteressata per l'inverosimile situazione politica e che non sembra rendersi conto del danno che ciò comporta per le Istituzioni e lo Stato..
mah..
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qui il link per la gallery da La Stampa on line
mercoledì 17 febbraio 2010
Bertolaso, Milano e Tangentopoli
in questi anni di travaglio democratico per il nostro Paese, stiamo assistendo a nuovi inattesi sviluppi della vicenda politica.
Senza tornare sulla situazione giudiziaria del Premier che primo fra tutti dovrebbe avere un briciolo di senso civico e lasciare il suo incarico - e che invece dichiarò a suo tempo "se mi condannano non mi dimetto" ndr - , leggiamo sui quotidiani che un certo atteggiamento nei confronti della Giustizia ha fatto scuola.
Assistiamo infatti ad un'altra "anomalia" della macchina dello Stato: è di questi giorni la presa di posizione del capo delle Protezione Civile che, nonostante sia sospettato di illeciti gravissimi, arriva a dire "Se me lo chiede Berlusconi mi dimetto".
Come se il suo incarico fosse emanazione del capo del governo e non delle Istituzioni, della Repubblica Italiana, la stessa che ci fa portare la mano al cuore quando sentiamo l'Inno di Mameli.
Con le indagini in corso che confermano le indiscrezioni di un sistema di clientelismo sarebbe auspicabile lasciare gli incarichi e aspettare che la Giustizia faccia il suo corso.
Invece potrebbe essere promosso ministro e sfuggire alle sue responsabilità.
Un modus operandi che confonde il ruolo del capo dell'esecutivo con quello del responsabile ultimo della Giustizia che deve essere la Magistratura - come di diritto e come in tutti i paesi che vivono in democrazia.
Questo concetto democratico basilare si chiama divisione dei poteri.
Legislativo, esecutivo, giudiziario.
Ne ha parlato la prima volta Montesquieu nel 1700.
E ora (ri)nasce un problema a Milano dove alcuni assessori sembrano aver ripreso vecchie abitudini, forse mai dimenticate (tra l'altro la notizia è sparita dai quotidiani, inghiottita da San Remo forse..ndr): le corruzione.
Problema tristemente presente a livello nazionale perché questo è quanto deduciamo dall'operato della Corte dei Conti che ha riscontrato un aumento di denunce alla Guardia di Finanza del 229% rispetto all'anno precedente, cui si aggiunge un incremento del 153% per fatti di concussione.
Nella pubblica amministrazione la situazione è seriamente preoccupante: nel solo periodo gennaio-novembre 2009 - rileva il pg Ristuccia nella sua relazione - il Ministero dell'Interno, i comandi dei Carabinieri e della Gdf, hanno infatti denunciato 221 reati di corruzione, 219 di concussione e 1714 reati di abuso di ufficio, con un vertiginoso incremento rispetto all'anno precedente.
Tanto da far dichiarare al procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, "corruzione, patologia tuttora molto grave"
con questi presupposti mi sembra riduttivo parlare "solo" di Tangentopoli 2.
perché forse siamo già andati oltre.
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qui il link per la versione web della notizia da l'Unità on line
Senza tornare sulla situazione giudiziaria del Premier che primo fra tutti dovrebbe avere un briciolo di senso civico e lasciare il suo incarico - e che invece dichiarò a suo tempo "se mi condannano non mi dimetto" ndr - , leggiamo sui quotidiani che un certo atteggiamento nei confronti della Giustizia ha fatto scuola.
Assistiamo infatti ad un'altra "anomalia" della macchina dello Stato: è di questi giorni la presa di posizione del capo delle Protezione Civile che, nonostante sia sospettato di illeciti gravissimi, arriva a dire "Se me lo chiede Berlusconi mi dimetto".
Come se il suo incarico fosse emanazione del capo del governo e non delle Istituzioni, della Repubblica Italiana, la stessa che ci fa portare la mano al cuore quando sentiamo l'Inno di Mameli.
Con le indagini in corso che confermano le indiscrezioni di un sistema di clientelismo sarebbe auspicabile lasciare gli incarichi e aspettare che la Giustizia faccia il suo corso.
Invece potrebbe essere promosso ministro e sfuggire alle sue responsabilità.
Un modus operandi che confonde il ruolo del capo dell'esecutivo con quello del responsabile ultimo della Giustizia che deve essere la Magistratura - come di diritto e come in tutti i paesi che vivono in democrazia.
Questo concetto democratico basilare si chiama divisione dei poteri.
Legislativo, esecutivo, giudiziario.
Ne ha parlato la prima volta Montesquieu nel 1700.
E ora (ri)nasce un problema a Milano dove alcuni assessori sembrano aver ripreso vecchie abitudini, forse mai dimenticate (tra l'altro la notizia è sparita dai quotidiani, inghiottita da San Remo forse..ndr): le corruzione.
Problema tristemente presente a livello nazionale perché questo è quanto deduciamo dall'operato della Corte dei Conti che ha riscontrato un aumento di denunce alla Guardia di Finanza del 229% rispetto all'anno precedente, cui si aggiunge un incremento del 153% per fatti di concussione.
Nella pubblica amministrazione la situazione è seriamente preoccupante: nel solo periodo gennaio-novembre 2009 - rileva il pg Ristuccia nella sua relazione - il Ministero dell'Interno, i comandi dei Carabinieri e della Gdf, hanno infatti denunciato 221 reati di corruzione, 219 di concussione e 1714 reati di abuso di ufficio, con un vertiginoso incremento rispetto all'anno precedente.
Tanto da far dichiarare al procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, "corruzione, patologia tuttora molto grave"
con questi presupposti mi sembra riduttivo parlare "solo" di Tangentopoli 2.
perché forse siamo già andati oltre.
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qui il link per la versione web della notizia da l'Unità on line
martedì 16 febbraio 2010
da "La Palestra " del blog di Daniele Luttazzi
da la Palestra del blog di Daniele Luttazzi
L'addio della Binetti divide il Pd.
Gentiloni: "Il partito è più povero"
Enrico Letta: "Dispiaciuto, ma il progetto PD pagherà"
Bersani: "E' dalle tre e mezza che sto ridendo nel letto".
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Avanza la frana a San Fratello, 2000 cittadini evacuati. Non fa ridere? Ecco, questo tipo di humor lo apprezzano solo Piscicelli e suo cognato.
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Polemiche su Bigazzi che spiega come cucinare i gatti. E fortuna che il pezzo sui bambini è stato tagliato.
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"Il Papa come i Beatles, anche Ratzinger in gara per i Brit Awards" (adnkronos.com). Ratzinger:"Sono più famoso di Gesù Cristo."
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1-Gasparri: "Sulle tagenti bisogna tenere alto il livello di attenzione e impegno sulla questione morale" (14/02/10, AGI.it)
2- "Il Pdl: una via a Craxi" (8/01/10 Corriere.it )
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L'addio della Binetti divide il Pd.
Gentiloni: "Il partito è più povero"
Enrico Letta: "Dispiaciuto, ma il progetto PD pagherà"
Bersani: "E' dalle tre e mezza che sto ridendo nel letto".
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Avanza la frana a San Fratello, 2000 cittadini evacuati. Non fa ridere? Ecco, questo tipo di humor lo apprezzano solo Piscicelli e suo cognato.
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Polemiche su Bigazzi che spiega come cucinare i gatti. E fortuna che il pezzo sui bambini è stato tagliato.
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"Il Papa come i Beatles, anche Ratzinger in gara per i Brit Awards" (adnkronos.com). Ratzinger:"Sono più famoso di Gesù Cristo."
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1-Gasparri: "Sulle tagenti bisogna tenere alto il livello di attenzione e impegno sulla questione morale" (14/02/10, AGI.it)
2- "Il Pdl: una via a Craxi" (8/01/10 Corriere.it )
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lunedì 15 febbraio 2010
la Binetti lascia.. e vai!!
con profonda gioia ho letto che la teodem Binetti lascia il PD.
sembra per rifondare una nuova DC:
Bersani si dice dispiaciuto.
io no.
auguri.
e non ci ripensi.
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sembra per rifondare una nuova DC:
Bersani si dice dispiaciuto.
io no.
auguri.
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